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17 March 2010

Sono le piccole sorgenti scure.




Sono le piccole sorgenti scure,
quelle da cui attingiamo acqua
come se fosse terra di cimitero per i nostri ideali.

Sono macchie brillanti di lacrime di sale.

Scavano il viso ad ogni percorso sempre uguale
dalle piaghe profonde della nostra paura
alla consapevolezza fattasi sterilità.

C'è stato un tempo in cui amavo.
C'è un tempo in cui proseguire il cammino iniziato è la priorità.

Ho lasciato a terra il cuore che mi appesantiva il bagaglio
e a stento mi volto se mi chiamano,
tanta è la stata la furia di darmi un nome nuovo.


15 February 2010

Maschere di lava.



Sorprendo i miei loop con domande puntuali.
Mi afferro per le spalle e stringo la chiarezza che tenta di sfuggirmi.

Tutte le storie di questi ultimi dieci anni si depositano
sul fondo di una bottiglia che vedo mezza piena.
Svuotarla sarebbe dissacrare il mio ventre.

Ci sono cose che debbono essere conservate
per tutto il tempo necessario a capire a cosa siano servite.
Così sono queste storie.

Offuscate, ingrandite, addobbate a festa, ridicolizzate, truccate.

Lapilli improvvisi schizzano dal collo della bottiglia per venirmi in aiuto.
Per offrirmi una maschera nelle debolezze quotidiane.

Nella miseria di evitare quelle domande che insinuano.
Le domande che offendono più degli insulti.
Che s’infilano come schegge nel mio vuoto d’identità.

Ecco le mie storie,
la mia storia, non mi può mentire.

La devo poter stringere ogni volta che ne sentirò l’assenza.


[Foto di Eugenia Vagnetti
http://www.flickr.com/photos/tiger_lily/ ]

Datemi terra.


Guardare gli album degli sconosciuti ha un effetto catartico.

Dimostra che la vita di molti è accerchiata.


Sprecata.


In foto da manichini.

In scambi leggeri.

In acquisti freddi.


Datemi terra, vi prego.

E lo sporco delle vostre scarpe.